mercoledì 12 luglio 2017

"Polifenoli: li trovi anche dove meno te li aspetti"


I polifenoli sono uno dei più importanti e sicuramente il più numeroso tra i gruppi di sostanze presenti nel regno vegetale. 
Il termine fenoli o polifenoli descrive una famiglia di composti che presentano un anello benzenico sostituito da uno o più gruppi idrossilici (-OH). In base alla loro struttura, i polifenoli vengono classificati in composti non flavonoidi e flavonoidi.
Si conoscono oltre 8000 strutture fenoliche, di cui più di 4000 appartenenti alla classe dei flavonoidi, e diverse centinaia sono presenti nei vegetali commestibili e si ritiene che sia alla loro presenza, insieme a quella di altre molecole come i carotenodi, la vitamina C o la vitamina E, che si debbano gli effetti salutari di frutta e verdura.
I polifenoli sono responsabili, insieme ad altre molecole, della colorazione di diversi frutti, ma la loro funzione principale è quella di proteggere le piante dalla luce solare e da altri agenti ossidanti.
In natura i polifenoli vengono prodotti dal metabolismo secondario delle piante, dove in relazione alla diversità chimica che li caratterizza ricoprono ruoli differenti: difesa dagli animali erbivori (impartiscono sapore sgradevole) e dai patogeni, supporto meccanico e di barriera contro l’invasione microbica, attrazione per gli impollinatori e per la dispersione del frutto, inibitori di crescita delle piante in
competizione.
I polifenoli costituiscono un gruppo eterogeneo di sostanze naturali, particolarmente note per la loro azione positiva sulla salute umana.
L'apporto di polifenoli nella dieta umana varia enormemente in relazione al tipo, alla quantità e alla qualità dei vegetali consumati. 
I polifenoli abbondano soprattutto nella frutta e nella verdura fresca, ma anche nel tè, nel vino, nel cacao e nei derivati. 
In linea di massima, l'attività positiva dei polifenoli può essere riassunta nei seguenti punti: antiossidante, anticancerogena, antiaterogena, anti-infiammatoria, antibatterica e antivirale.

“Si fa presto a dire miele, ma cosa contiene?”
Il sapore dolce di quello che è stato il primo dolcificante dell’antichità è dovuto ai due componenti principali il fruttosio e il glucosio. Oltre a questi due zuccheri, nel miele sono contenuti minerali, aminoacidi, enzimi, vitamine e polifenoli. 
Numerosi studi condotti negli ultimi anni hanno valutato, in particolare, i ruoli bioattivi di numerosi composti presenti nel miele, come i polifenoli. La loro presenza nel miele dipende da diversi fattori, la sorgente floreale, fattori stagionali e trattamenti successivi alla raccolta. 
Abbiamo già dimostrato su linee cellulari di cheratinociti e fibroblasti, i principali tipi cellulari della pelle, come il miele possa essere usato efficacemente per il trattamento delle ferite. I vantaggi forniti dal trattamento con miele possono riassumersi con bassa citotossicità; accelerazione della rimarginazione; scarsa induzione di processi infiammatori e induzione della transizione epitelio-mesenchimale.
Quello su cui stiamo lavorando è cogliere quale ruolo svolgono i polifenoli nelle proprietà di medicina rigenerativa del miele.
Al fine di valutare il contenuto di polifenoli in diversi campioni di miele, utilizziamo una procedura nota come metodo di Folin-Ciocalteau.
I polifenoli totali, in ambiente alcalino, riducono la miscela di acido fosfotungstico e di acido fosfomolibdico, costituente il reattivo di Folin–Ciocalteu, in una miscela di ossidi di tungsteno e di molibdeno avente una colorazione blu ed  un massimo di assorbimento  intorno a  700 nm, che può essere rilevato strumentalmente e messo in correlazione con le capacità di chiusura della ferita indotta dai diversi campioni di miele.