domenica 16 ottobre 2016

Alberto Camerra scrittore: “Un popolo senza cultura è un popolo senza radici”


by Pier Carlo Lava
Alberto Camerra nasce a Limbiate (MB) e si trasferisce ancora adolescente in provincia di Vicenza. Si impegna sin da giovanissimo con la scrittura e con il mondo della illustrazione grafica, formandosi nella comunicazione e nel marketing, dove oggi lavora.
Scrive testi per i brani musicali di alcune band giovanili, pubblica due volumi di illustrazione fumettistica sul finire degli anni novanta, in collaborazione con un gruppo di creativi grafici, in veste di autore completo (testi e disegni autoprodotti), che arrivano nelle librerie specializzate e in numerose edicole.
Collabora con LoSpazioBianco, nota fanzine web, scrivendo recensioni. Crea il blog Nuvole di Fumetto, preceduto da una edizione cartacea, per il comune del paese dove vive. Grazie alla realtà dei blog presenta in rete una nutrita quantità di brevi racconti autoconclusivi e alcune serie, con vari protagonisti e tematiche, che sono molto seguite e amate dai bloggers. Viene selezionato per la pubblicazione su due diverse antologie: Manuale di Mari (con il brano Tre rose) e Pensieri Volontari (con il testo Baby Killer).
Si segnala in alcuni concorsi letterari tra cui il premio nazionale "Villa Petrolio" con La vita di Malaerba. Ottiene una menzione d'onore al I° premio letterario nazionale "Valeggio Futura" con il brano Buongiorno signor Mavi...
La rete gli permette di approfondire anche la passione per il wrestling, con il blog Superstars of Wrestling, in cui affronta i retroscena di questa disciplina. Inizia a coltivare un'idea originale; dedicarsi alla stesura del primo romanzo che ha per sfondo proprio il mondo della lotta americana. Lo abbiamo intervistato, queste le sue risposte alle nostre domande:
Ciao Alberto e benvenuto nel blog, ci racconti chi sei, dove vivi e che cosa fai nella vita, oltre a scrivere?
Ciao! Accolgo con piacere il Vostro invito!
Vivo in provincia di Vicenza, anche se sono di origini lombarde. Ho studiato grafica e comunicazione, specializzandomi negli ultimi anni nel campo del marketing. Queste attività sono parte del mio percorso lavorativo, passato e attuale.
Ci racconti qualcosa della città in cui vivi?
Vicenza è una città d’arte che deve molto ad Andrea Palladio: architetto responsabile di alcuni tra i suoi maggiori palazzi e monumenti. Un esempio è la Basilica Palladiana, in Piazza dei Signori, che ispirò i versi di Goethe. Ci sono poi i colli berici, per chi ama l’aspetto paesaggistico. Non è da trascurare la
cucina, con lo squisito baccalà alla vicentina, i formaggi di Asiago o la rinomata sopressa vicentina. Storicamente, si tratta di una delle città venete più antiche. Non è di sicuro una metropoli come, al confronto, potremmo definire Milano. Vicenza è però un luogo piacevole e tranquillo da abitare.
Cos’è per te uno scrittore?
Una persona in grado trasmettere emozioni attraverso la parola scritta.
Com’è nata la tua passione per la scrittura e cosa provi quando scrivi?
Questa passione mi accompagna sin dall’infanzia. Quando scrivevo i dialoghi sopra la testa dei modelli delle fotografie pubblicitarie: le riviste di casa erano piene dei miei scarabocchi. Stavo veramente bene solo quando potevo stringere una penna tra le dita. La lettura di fumetti e libri ha da sempre riempito il mio tempo libero. Così come il desiderio di poter replicare le avventure che leggevo. Scrivere rappresenta per me una necessità fisiologica.
Cosa ti ha insegnato la scrittura?
Mi ha insegnato il rispetto per il lavoro. Non è solo un divertimento, ma anche e soprattutto fatica, disciplina. Mi ha insegnato a non mollare mai.
Come concili la vita di tutti i giorni con la scrittura e quanto tempo gli dedichi?
Dipende dai progetti a cui lavoro e dai periodi. Se si tratta di un nuovo racconto, o di un nuovo libro, cerco di ritagliare una parte quotidiana del mio tempo. Se non scrivo penso a quello che scriverò. È un mondo parallelo che è sempre con me. Personaggi e storie sono presenti sotto una finestra aperta o al di là di un vetro.
Tra gli altri hai scritto: “Al & Bo la costola di Adama” e “Fiori nella Neve”, c’e ne vuoi parlare?
Sono due libri molto diversi, tra loro. Nel romanzo d’esordio, Fiori nella Neve, ho preso in esame il mondo del Wrestling. Una novità, per il mondo della narrativa. La trama è imperniata su Steve Travel, un ex atleta che decide, per esilio volontario, di ritirarsi in un piccolo paese sperduto tra le nevi. Dovrà fare i conti con il proprio passato e con un’atmosfera mistica che lo metterà di fronte a un futuro incerto. Ognuno di noi, a un certo punto della propria esistenza, può trovarsi davanti degli ostacoli ritenuti insormontabili. In questo romanzo ho cercato di mostrare come sia importante, anche nello sconforto più grande, lottare contro la rassegnazione dello spirito. È la storia di un uomo, con le sue incertezze ed i suoi amori: sarà proprio il sentimento a condannarlo prima, e a fornirgli in seguito la chiave per ritrovarsi. Ma dipenderà da lui riuscire ad afferrarla o a perdersi per sempre. La battaglia di Steve è la stessa di tutti noi. 
Al & Bo – la costola di Adama è un libro che incarna una vera e propria sitcom sulla coppia moderna, a partire dal titolo, con quella A di “Adama” all’apparenza fuori posto. In chiave umoristica, il volume analizza il rapporto amoroso di due trentenni nel difficile compito di superare le insidie della nostra epoca, dove crisi economica e sentimentale spaventano, rischiando di minare la maggior parte delle relazioni. Come uscire dall’impasse? Nel libro offro le diverse sfumature possibili. 
Entrambi i titoli sono disponibili in brossura e in eBook.
Come sei arrivato a pubblicare il tuo primo libro?
Attraverso un percorso tortuoso che, bene o male, è condiviso dalla maggior parte degli autori. Fatta eccezione per chi viene baciato dalla fortuna. Dopo una serie di pubblicazioni di genere fumettistico, due diverse antologie insieme con altri e la partecipazione a un discreto numero di concorsi, ho deciso di approfondire una delle mie passioni: quella verso il Wrestling. Per un paio di anni, ho curato un mio blog personale, dove trattavo i retroscena di questo sport-spettacolo, arrivando a scrivere un breve racconto sul tema. In seguito, il racconto si è sviluppato ed è nata l’idea del romanzo. Ho proposto il manoscritto a diverse case editrici, sia piccole sia di medie dimensioni. Evitando accuratamente le “tipografie a pagamento”, sinonimo di una certa editoria. Sono giunto così a Boopen. 
Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato?
Ristrettezza di vedute. Il tempo era propizio per cavalcare l’onda della popolarità televisiva.
Il Wrestling stava vivendo, in Italia, una nuova giovinezza. Grazie ad atleti dall’indubbio carisma come Eddie Guerrero, Rey Mysterio, Brock Lesnar, The Undertaker, Chris Benoit e molti altri. Le case editrici difficilmente rischiano su generi fuori dal loro catalogo, specie se proposti da nomi sconosciuti. Nel nostro paese i lettori sono in costante calo e tutti si lamentano di questo aspetto, quindi per quale motivo non tentare di percorrere strade (e pubblico) diverse?
Quali sono i tuoi autori preferiti e perché?
Ce ne sono parecchi e citarli tutti non sarebbe possibile. Prediligo l’introspezione psicologica dei personaggi e i romanzi di formazione. Sono cresciuto leggendo Terry Brooks e continuo tuttora a farlo. Leggo Alessandro Baricco e Stephen King. Senza fermarmi alla sola narrativa: trovo in Robin Wood, sceneggiatore fumettistico, un indiscusso maestro e insieme a lui Terry Moore, Guido Nolitta, Frank Miller. Accosto spesso la scrittura al dinamismo del cinema e mi confronto con i lavori di Luc Besson e di J. J. Abrams. L’autore è importante ma determinante è soprattutto l’opera che propone, la sua capacità di stimolare la curiosità e la fantasia di chi lo legge. Da qualsiasi autore di libri, sceneggiatore di fumetti, regista di cinema o di teatro c’è sempre qualcosa da imparare. 
So che hai un blog, ed inoltre collabori con qualche sito?, ce ne vuoi parlare?
Mi sono mosso molto anche fuori dalla rete. Ho collaborato con gruppi di illustratori e sceneggiatori, alla scrittura di una commedia teatrale e alla realizzazione di alcuni testi per le canzoni di un gruppo rock melodico. In rete ho collaborato, negli anni, con diversi siti. Ricordo l’ottima esperienza con LoSpazioBianco, il blog Nuvole di Fumetto e Superstars of Wrestling. Attualmente sto dedicandomi a Keypaxx, mio laboratorio di scrittura e, oltre ad essere presente sui vari social network, concentro la mia attività su albertocamerra.com
Come vedi il presente e il futuro della cultura nel nostro paese?
Stiamo vivendo un momento molto difficile, non solo per la cultura. È triste ma comprensibile, che le risorse siano indirizzate verso i bisogni primari della popolazione. Tuttavia, un popolo senza cultura è un popolo senza radici, destinato a un futuro incolore. Il quadro non è dei migliori: basti pensare alla situazione delle librerie indipendenti, in tremenda difficoltà. Uscirne non sarà facile e nemmeno rapido. Uno dei modi consiste nel volgere lo sguardo verso le nuove tecnologie, ponendo la massima attenzione ai gusti del pubblico.
Stai già scrivendo il tuo prossimo libro e nel caso stai pensando a nuove tecniche di Marketing promozionale?
Sto lavorando da due anni, al nuovo romanzo. Oggi, con la mia editor, siamo a buon punto e mancano le ultime verifiche. Il libro uscirà a tre anni di distanza dall’ultimo inedito.
Le tecniche di marketing funzionano se possono contare su tre fattori decisivi: qualità dell’opera, fortuna e passaparola dei lettori. Se uno di questi tre è zoppicante, qualsiasi tecnica può essere valida ma insufficiente. Inoltre occorre trovare il percorso promozionale migliore. Se pubblico qualcosa che tratta il tema degli animali, dovrò cercare di raggiungere le persone che amano gli argomenti che ho scritto e tenere una presentazione in un luogo adeguato, magari vicino o con la sponsorizzazione di un centro cinofilo. Non va scordato che ogni libro ha una storia a sé. I canali utilizzati per un’opera potrebbero non funzionare per un’altra. 
Pensi di sfruttare le nuove piattaforme per il self-publishing come ad es. Amazon?
Sto utilizzando Amazon con un mio lavoro: Esdy. Si tratta, credo, del primo blook italiano. Un blook è un libro che presenta materiale precedentemente pubblicato su un weblog. Esdy è un serial a puntate, per un totale, sinora, di cinque stagioni, apparso sul mio laboratorio di scrittura. Da autore indipendente, ritengo che il self-publishing sia una grossa opportunità. Occorre la massima attenzione da parte del self-publisher: ogni libro deve rispettare dei precisi e scrupolosi canoni di qualità. Dallo studio della copertina alla verifica da parte di un editor capace, dalla corretta impaginazione al percorso di marketing. Purtroppo, la libertà di pubblicazione consentita da piattaforme come la stessa Amazon, comporta grandiose opportunità e anche dei grossi rischi: l’obiettivo non deve essere la vendita grazie all’autonomia concessa dal sistema, ma puntare alla massima soddisfazione del lettore. Traguardo raggiungibile solo attraverso un duro lavoro.
Programmi per il futuro e sogni nel cassetto?
Nell’immediato, miro a finire la lavorazione del nuovo romanzo. Poi comincerà il lavoro di promozione, testando un diverso, potenziale, target di destinazione.
Sogni nel cassetto? Tanti. Ma il più importante è sempre lo stesso: proseguire con la scrittura, cercando nuovi stimoli e provando a migliorarmi ogni giorno.
Come ha scritto Flaubert: “la parola umana è come una caldaia incrinata su cui battiamo musica da far ballare gli orsi, quando vorremmo commuovere le stelle”.
Grazie a tutti coloro che hanno letto questo pezzo.

Nessun commento:

Posta un commento